Rosa

San Vito al Tagliamento

La frazione di San Vito al Tagliamento denominata Rosa deve il suo nome alla vicinanza al fiume Tagliamento e all’azione distruttrice delle sue acque, da cui appunto “rosa” (cioè erosa, corrosa, dal verbo “rodere”). Nella zona di Rosa si identificano le località “Dogna” (a nord verso la zona industriale Ponte Rosso) e “Rosa Vecchia”, nella zona del Tagliamento dove sorgeva la “Villa di Rosa” prima dell’ultima alluvione distruttiva del 1851. Fino alla seconda metà del ‘900 nella zona di Rosa era ufficialmente riconosciuta anche la località “Anime”, posta a metà dell’attuale via Rosa. Un tempo parrocchia autonoma, ora Rosa è integrata nella Parrocchia di Madonna di Rosa e S.Stefano.

Le parole di Pasolini

Un bagno meraviglioso

"Tagliarono per le boschine di vincastri, sulla sabbia; lì il braccio del fiume si staccava dalla riva e si internava nel greto.
Sulla striscia azzurra dell’acqua, presso un ammasso di blocchi di cemento, si profilava la curva di una chiglia. Vi giunsero quasi correndo: e per mezz'ora la barca fu tutto per Benito. La vararono sull'acqua abbastanza profonda e così tersa che vi si vedevano i muschi d'oro e i sassolini del fondo; vi fecero il bagno, loro due soli, saltando dai bordi della vecchia barca che s'empiva d'acqua. Fu un bagno meraviglioso: tutto era verde, azzurro… nel cielo non c'era una nube…"


Il brano, tratto dal romanzo Amado mio, è una pagina esemplare degli accenti di incantesimo sensuale che la campagna friulana e, in particolare, l'acqua del Tagliamento esercitano sulla sensibilità letteraria del giovane Pasolini.

Edizione consultata:

P.P.Pasolini, Amado mio, in Romanzi e racconti, a cura di W.Siti e S. De Laude, 2 voll., Mondadori, Milano, 1998 ["I Meridiani"], v. I, p. 222.

A Rosa verso sera

"Alla sera quasi sempre mi prendeva una grande malinconia. Mi ricordavo di Rosa che a quell'ora era tanto bella e piena di vita: tutti erano stanchi per il lavoro nella campagna, ma nel tempo stesso  intorno c'era tanta allegria. I fratellini minori caricavano il bidone del latte sul manubrio della bicicletta e partivano pedalando contenti e fischiettando verso la piazza del paese.  Per lo stradone, estate e inverno, c'era sempre un viavai di carrette o di carri o di biciclette, che andavano da Rosa a Gruaro; e le donne accendendo il fuoco o raccogliendo i panni messi ad asciugare nel cortile parlavano fra di loro gridando e ridendo.  Erano belle quelle ore: noi giovanotti ci lavavamo alla pompa mentre i vecchi o i ragazzetti portavano ad abbeverare gli animali, e poi andavamo a cambiarci perché verso sera, nei  nostri paesi, c'è sempre un po' di festa.
In Svizzera, invece, a quell'ora, veniva subito buio e freddo, e tutti si ritiravano nelle loro belle case".


Il paese di Rosa si colora di struggente nostalgia nel pensiero di Milio, emigrato in Svizzera a cercare fortuna dalla miseria. Il brano è tratto dalla prima parte del romanzo Il sogno di  una cosa.
Sotto il nome di Gruaro è mimetizzato il paese di San Vito al Tagliamento.

Edizione consultata:

P.P.Pasolini, Il sogno di una cosa, in Romanzi e racconti, a cura di W.Siti e S. De Laude, 2 voll., Mondadori, Milano, 1998 ["I Meridiani"], v. II, p. 63.

Il mond di Gleris, Rosa, Ligugnana

"I soj inutil

IV
Zin fin là di Sante.

Par la strada i ciati i cumpàins.

Ridìn contèns e mataràns,
un al conta di Domènia a Gleris
di quant ...

La strada a trima
sot i nustris piè
sot li rodis da li bicicletis
ch'a ni puàrtin su e ju pal mond,
il mond di Gleris, Rosa,
Ligugnana,
il mond ch'al sint i nustris ciafs
urtà cuntra il distìn."

"Sono inutile. IV. Andiamo fino da Sante.
Per la strada trovo i compagni.
Ridiamo contenti e cordiali,
uno racconta di Domenica a Gleris, di quando ...
La strada trema sotto i nostri piedi, sotto le ruote delle biciclette che ci portano su e giù per il mondo, il mondo di Gleris, Rosa, Ligugnana, il mondo che sente i nostri capi urtare contro il destino.]


È la quarta delle sette sezioni della poesia in versi liberissimi I soj inutil, scritta nella variante della parlata di Ligugnana e uscita nel 1949 nella raccolta Dov'è la mia patria. I paesi di Gleris, Rosa e Ligugnana sono gli stessi in cui si svolge la rivolta contadina per l'applicazione del Lodo De Gasperi raccontata nel romanzo Il sogno di una cosa.

Edizione consultata:

P.P.Pasolini, Tutte le poesie, a cura di W. Siti, 2 voll., Mondadori, Milano, 2003 ["I Meridiani"], vol. I, p. 254.