Amado mio

Garzanti, Milano, 1982

Amado mio, pubblicato postumo nel 1982 da Garzanti, è un romanzo breve  steso in Friuli tra il 1947 e il 1948, con nuove aggiunte progettate nei primi anni del trasferimento a  Roma. Per il Pasolini che sperimenta la prosa in Friuli rappresenta il tentativo più consistente di dare forma oggettiva e romanzesca  alla coscienza dell’omosessualità, liberandosi dalla scrittura diaristica dell’io, presente in Atti impuri, adottando la terza persona e costruendo  una storia con intreccio e personaggi.  Sullo sfondo di una incantata campagna friulana, il testo racconta la seduzione del protagonista Desiderio nei confronti del giovane Benito, ribattezzato con il nome di Iasìs su suggestione della poesia di Kavafis.  Ne nasce una sorta di psicodramma, animato dal passaggio  tra tensione del desiderio, ossessione del peccato e ricerca di una irraggiungibile purezza.

Citazioni tratte dall'opera

Un bagno meraviglioso

"Tagliarono per le boschine di vincastri, sulla sabbia; lì il braccio del fiume si staccava dalla riva e si internava nel greto.
Sulla striscia azzurra dell’acqua, presso un ammasso di blocchi di cemento, si profilava la curva di una chiglia. Vi giunsero quasi correndo: e per mezz'ora la barca fu tutto per Benito. La vararono sull'acqua abbastanza profonda e così tersa che vi si vedevano i muschi d'oro e i sassolini del fondo; vi fecero il bagno, loro due soli, saltando dai bordi della vecchia barca che s'empiva d'acqua. Fu un bagno meraviglioso: tutto era verde, azzurro… nel cielo non c'era una nube…"


Il brano, tratto dal romanzo Amado mio, è una pagina esemplare degli accenti di incantesimo sensuale che la campagna friulana e, in particolare, l'acqua del Tagliamento esercitano sulla sensibilità letteraria del giovane Pasolini.

Edizione consultata:

P.P.Pasolini, Amado mio, in Romanzi e racconti, a cura di W.Siti e S. De Laude, 2 voll., Mondadori, Milano, 1998 ["I Meridiani"], v. I, p. 222.

I luoghi neviani: una dolce aria ottocentesca

"[...] volgendo gli occhi intorno, ritrovava i luoghi neviani [...] dietro la spalla destra a pochi chilometri Teglio e Fratta, e poi Portogruaro, la fontana di Venchiaredo, degna di una Madame de Sévigné ... e una dolce aria ottocentesca lo investiva col tramontare del sole. Si ricordò di un certo passo delle Confessioni (.... la sensuale licenza che toglie ai fanciulli di essere innocenti prima ancora che possano divenir  colpevoli ... Le battaglie dell'anima si svegliarono in me prima di quelle della carne, ed appresi per fortuna ad amare prima che desiderare. Ma il merito non fu mio, come non fu colpa della Pisana ...), e si sentiva alla disperazione".


Nel romanzo Amado mio  il tormento amoroso del protagonista Desiderio -alter ego dell'autore- è decantato e filtrato da una miriade di riferimenti letterari. Così il paesaggio friulano legato a Ippolito Nievo suggerisce il rimando a un brano ripreso dal secondo capitolo delle Confessioni di un italiano.  

Edizione consultata:

P.P.Pasolini, Amado mio, in Romanzi e racconti, a cura di W.Siti e S. De Laude, 2 voll., Mondadori, Milano, 1998 ["I Meridiani"], vol. I, p. 202.

Amado mio, Garzanti, Milano