L’Academiuta friulana e le sue riviste

Neri Pozza, Vicenza, 1994

Il volume, curato nel 1994 da Nico Naldini, autore anche di un'attenta introduzione, riprende l'iniziativa del Circolo filologico-linguistico padovano che, nel 1984, aveva promosso la riproduzione anastatica delle cinque riviste dirette da Pasolini in Friuli tra l'aprile 1944 e il giugno 1947.
I cinque fascicoli, di nuovo riprodotti, furono stampati nella Destra Tagliamento: i primi quattro a San Vito al Tagliamento dal tipografo Primon, l'ultimo a Pordenone dai fratelli Cosarini.  Recano tre titoli diversi e indicano il progressivo allargarsi e chiarirsi degli interessi letterari, linguistici e culturali di Pasolini. I primi due, senza numerazione, intitolati «Stroligut di cà da l'aga» e datati aprile e agosto 1944, sono i primi prodotti della "libera scuola" casarsese fondata da Pasolini, il luogo in cui l'esperienza personale della poesia friulana viene messa in comune e discussa. Dopo la fondazione dell' "Academiuta di lenga furlana" (18 febbraio 1945), escono i due numeri successivi, intitolati semplicemente «Stroligut». Portano i numeri 1 (agosto 1945) e 2 (aprile 1946), mentre sulla copertina compare il disegno del cespo di dolcetta (l'"ardilut", versione locale delle myricae pascoliane) con il motto «O cristian Furlanut Plen di veça salut» (O piccolo Friulano cristiano pieno di antica salute). Nell'insieme ribadiscono e rinforzano una linea originale di ricerca poetica friulana che si ricolleghi alle origini della tradizione romanza e insieme sia rinvigorita dalla moderna letteratura francese e italiana.
Il quinto e ultimo Stroligut, con il titolo mutato di «Quaderno romanzo» e la figura dell' "ardilut" senza più il motto, esce come numero 3 nel giugno 1947. Oltre a uno scritto di Pasolini sull'autonomismo friulano, contiene tra l'altro anche un'antologia della poesia catalana dal Quattrocento al Novecento curata da Carles Cardó, poeta esule e sostenitore dell'autonomia catalana contro l'assolutismo franchista.
Nell'insieme i cinque fascicoli sono testimonianze preziose della poesia e del pensiero di Pasolini e costituiscono una delle prime e più serie riflessioni sul destino di una cultura regionale dentro il quadro italiano e romanzo.

 

 

 

Citazioni tratte dall'opera

L'Academiuta e un cespo di dolcetta

"Lo stemma dell'Academiuta è un cespo di dolcetta, con la divisa: O cristian Furlanut Plen di veça salut.
Il Friuli si unisce, con la sua sterile storia, e il suo innocente, trepido desiderio di poesia, alla Provenza, alla Catalogna, ai Grigioni, alla Rumenia, e a tutte le altre Piccole Patrie di lingua romanza.
L'Academiuta ha una storia brevissima. (È stata fondata da Pier Paolo Pasolini, Cesare Bortotto, Nico Naldini, Bruno Bruni, Ovidio ed Ermes Colus, Fedele Ghirart, e Pina Kalz, Rico De Rocco, Virgilio Tramontin, il 18 Febbraio 1945, a Versuta. L'avevano preceduta "Poesie a Casarsa" e due "Stroligut").
La nostra lingua poetica è il Friulano occidentale, finora unicamente parlato; la terminazione del femminile in -a, certe influenze venete, lo differenziano da quella che si potrebbe considerare la "lingua" friulana se i suoi poeti non fossero soltanto dialettali. Nel nostro Friulano noi troviamo una vivezza, e una nudità, e una cristianità che possono riscattarlo dalla sua sconfortante preistoria poetica."


Il testo, uscito in "Il Stroligut" dell'agosto 1945, contiene il programma dell' Academiuta di lenga furlana, il cenacolo letterario e poetico che Pasolini fondò a Versuta il 18 febbraio  1945.

Edizione consultata:

P.P.Pasolini, Academiuta di lenga furlana, in Saggi sulla letteratura e sull'arte, a cura di W. Siti e S. De Laude, 2 voll., Mondadori, Milano, 1999 ["In Meridiani"], vol. I, p.74.

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